Eccomi a raccontarvi dell’ultimo concerto a cui ho avuto occasione di assistere.
Sabato 16 Maggio al Club Il Giardino di Lugagnano (VR) c’erano di scena gli Ossi Duri, un gruppo di giovani ragazzi della provincia di Torino che suonano un rock non tradizionale, infarcito di altri generi, dove è importante la precisione tecnica sia nella composizione che nell’esecuzione; i testi sono molto ironici, spesso dissacranti.
Il repertorio è di quelli non sempre facili da ascoltare, inoltre per poterlo eseguire i musicisti devono avere le cosiddette “contropalle”. Bè gli Ossi Duri ce le hanno eccome!!! Se consideriamo poi che l’eta media è intorno ai 25 anni… tanto di cappello!
Ma l’attrazione della serata era per forza di cose un artista italiano che sta accompagnando gli Ossi Duri e di fatto, con la sua presenza, li sta promuovendo: sto parlando di Elio, senza Storie Tese!
Per l’occasione gli Ossi Duri hanno suonato brani propri alternati con brani degli Elio e Le Storie Tese e con brani di Frank Zappa, dove a far la parte di Zappa era naturalmente Elio.
La serata è stata divertente sia nel senso che si è potuta ascoltare dell’ottima musica sia perché bastava che Elio dicesse qualcosa… qualsiasi cosa… che il pubblico in sala si mettesse a ridere.
Tornando agli Ossi Duri devo dire che il gruppo è stata una piacevolissima scoperta; per citare una frase che ho sentito a fine concerto rivolta ad uno di loro “da stasera gli Ossi Duri non sono più una band anonima ma una realtà ben precisa” e per citare Elio “ci sono ancora band che sono capaci di suonare bene, sosteniamoli questi ragazzi!”
Elio e Ossi Duri
Questa la formazione degli Ossi Duri:
ALEX ARMUSCHIO – keyboards, b. vocal
MARTIN BELLAVIA – Guitar, vocal
RUBEN BELLAVIA – Drum, b.vocal
ANDREA PINTA VIGLIOCCO – tastiere, percussioni , b. vocal
SIMONE BELLAVIA – Basso
Sono passate poco più di 24 ore dalla foto qui sopra dove Steve Hogarth avvolto dal canto a squarciagola della folla che gridava “Happiness Is The Road” saluta il pubblico del Live Club. Gli altri quattro Marillion hanno appena abbandonato il palco, pronti a ripartire nel cuore della notte in direzione Strasburgo.
Il concerto italiano dei Marillion è stato veramente strepitoso, dopo alcuni anni passati senza vederli, i cinque musicisti della band inglese non hanno deluso le mie aspettative. E mi sembra che anche i miei compagni d’avventura Luca, Simone e Stefano abbiano apprezzato la serata.
Mi è difficile raccontarvi il concerto, vi dico solo che a fianco dei brani tratti dall’ultimo bellissimo CD “Happiness Is The Road” sono stati naturalmente eseguiti brani dagli album precedenti e, in mezzo agli altri, abbiamo potuto gustare perfino un paio di estratti dall’intramontabile “Brave” per la gioia di Simone.
Per chi volesse ascoltare il concerto è probabile che, fra qualche giorno, sia disponibile il download della serata sul sito dei Marillion alla pagina “The ‘Happiness On The Road’ Live Series”.
Poche parole per presentarvi un video spettacolare, soprattutto per me, visto che apprezzo i “cantanti”. Un grazie a Edo che me lo ha fatto scoprire pubblicandolo su Facebook.
Guardate questo Corey Vidal che cosa combina con la voce (e il computer) mescolando assieme spezzoni di colonne sonore famose, tutte composte dal maestro John Williams, spesso collaboratore di Steven Spielberg.
Non vi dico quali sono, io le ho riconosciute tutte a parte una… chi di voi sa fare di meglio?
Chi fra di voi ha apprezzato l’apporto di Trey Gunn al suono dei King Crimson si sarà sicuramente chiesto come cambierà il gruppo di sua maestà Fripp senza il bravissimo suonatore di stick. Ma qualcuno si è chiesto dove è finito Trey? Che cosa sta facendo? Eccovi la risposta: UKZ!
Che vuol dire UKZ? Non ne ho la più pallida idea ma so che è il nome di una nuova formazione che comprende:
- il tastierista/violinista Eddie Jobson membro fondatore degli storici UK
- il chitarrista austriaco Alex Machacek;
- il vocalist Aaron Lippert fondatore degli Expanding Man (che non conosco);
- il batterista tedesco Marco Minnemann;
- e appunto l’ex-King Crimson Trey Gunn.
Se volete farvi un’idea di che cosa suonano eccovi il video ufficiale “Radiation” tratto dall’EP di debutto omonimo in uscita in questi giorni.
È un bel po’ di giorni che mi sto ascoltando l’ultima fatica di Steven Wilson, ufficialmente il suo primo vero e proprio album da solista, “Insurgentes”…
che dire…
eccoli dove erano finiti!!!
Finalmente ho ritrovato dei vecchi amici che credevo perduti da tempo i Porcupine Tree!
Ebbene sì il vero spirito dei porcospini che piacciono a me l’ho ritrovato tra i solchi di questo CD……….
- parentesi -
è corretto dire “solchi” quando si parla di CD?
… e considerando il fatto che in realtà “Insurgentes” non è ancora uscito in CD, e che sto ascoltando il download concesso da Wilson a chi preordina il disco on-line, e che…. insomma di “solchi” nemmeno l’ombra!
- chiusa parentesi -
Ebbene sì il vero spirito dei porcospini che piacciono a me l’ho ritrovato tra i BIT di questo DOWNLOAD. Forse il lato più psichedelico e intimista. E ci ho trovato anche molto altro.
E non è un giudizio “buonista” guidato dallo spirito natalizio. A me questo lavoro mi piace, anzi “a me, me piasge”. Insurgentes, dal mio punto di vista, agli ultimi lavori ufficiali dei porcospini ci fa un baffo, anzi due!!
E Buon Natale a tutti.
Tracklist:
1. Harmony Korine – 5:08
2. Abandoner – 4:48
3. Salvaging – 8:17
4. Veneno Para Las Hadas – 5:57
5. No Twilight Within the Courts of the Sun – 8:37
6. Significant Other – 4:31
7. Only Child – 4:24
8. Twilight Coda – 3:25
9. Get All You Deserve – 6:17
10. Insurgentes – 3:55
Sì… sono al corrente che l’anno non è ancora finito ma avevo voglia di aprire questo nuovo blog che riprende il nome del blog omonimo che avevo inaugurato su blogspot nel 2007 ma che non avevo più sviluppato.
Ma come, direte voi un doppione?
Certo che no!
Visto il progressivo diminuire del tempo libero, ho realizzato che è giunto il momento di eliminare un po’ di progetti che “ho in ballo” e concentrare le forze solo qui. Infatti questo blog vuole essere la fusione del suo omonimo, che ho citato qui sopra, con “PROG/niuvs” e con la mia pagina personale di myspace “maxv” (tutti e 3 non sono più attivi da qualche giorno).
I post dei vecchi blog li ho importati in questo e li trovate qui di seguito.
Nella seconda serata del Verona Prog Fest 2008 due gruppi italiani. Il primo ad esibirsi è stato Il Castello di Atlante, formazione di Vercelli formatasi nel 1974 ma approdata al primo disco solo nel 1992. La formazione, da poco tornata ad essere quella storica, comprende: Aldo Bergamini – chitarra, voce; Massimo Di Lauro – violino; Dino Fiore – basso; Paolo Ferrarotti – batteria, voce; Roberto Giordano – tastiere, voce. L’esibizione dei vercellesi è stata veramente bella, molto coinvolgente. Il fatto di suonare assieme da tanti anni risulta molto evidente assistendo al concerto; il gruppo è affiatato e soprattutto si diverte. E questo non può che contagiare il pubblico, grazie anche all’energia del batterista Paolo Ferrarotti che spesso “esce dal suo angolo”, per cantare e presentare i pezzi. Ho avuto occasione di parlare con alcuni del gruppo a fine serata e ho trovato grande disponibilità e simpatia nel rapportarsi, non con “i fans” ma con persone incontrate ad un concerto. E deve essere così sempre per loro; lo dimostra il fatto che hanno ospitato sul palco, in due diversi brani, due loro “amici” conosciuti durante i loro concerti in giro per il modo: il chitarrista dei francesi Eclat, Alain Chiarazzo, e il batterista dei messicani Cast, José Antonio Bringas. Entrambi ospiti a Lugagnano nelle serate sucessive del festival.
Anche il concerto de Il Castello di Atlante è stato filmato dalle telecamere di UNO.TV.
Resa giustizia all’esibizione dei D.F.A. … e il merito è di UNO.TV. Potete vedere e soprattutto ascoltare bene il concerto del 4 giugno. Qui il video.
Ne approfitto per ricordare la formazione del gruppo veronese che nel precedente post non avevo segnalato: Alberto De Grandis, batteria; Alberto Bonomi, tastiere; Silvio Minella, chitarra; Luca Baldassari, basso.
Buona visione.